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Martedì 31 gennaio e mercoledì 1 febbraio si sono svolte le assemblee dei mobilitati, esodati a Roma e Milano. Leggi la RELAZIONE PRESENTATA A MILANO.06-02-2012

 

Martedì 31 gennaio e mercoledì 1 febbraio si sono svolte le assemblee  dei mobilitati, esodati a Roma e Milano con una buona partecipazione sia a Roma che a Milano ( nonostante la giornata nevosa). A Roma erano presenti una troupe di report e di Rai 3"paese reale" che hanno fatto riprese e interviste.

Nelle assemblee abbiamo fatto il punto della situazione (al riguardo allego copia della introduzione fatta che riassume la vicenda, la situazione attuale, le cose fatte e i problemi aperti).

Per quanto riguarda i mobilitati, dopo il decreto del 5 gennaio, il 30 gennaio (cioè due giorni fa) è uscita la circolare esplicativa dell'inps che da corso al prolungamento della indennità di mobilità per il periodo della finestra.
Dato che il messaggio dell'Inps è attuativo del decreto Monti, Fornero del 5 gennaio, non poteva che confermare i dubbi e i limiti che già avevamo sollevato sul decreto. Cioè che il prolungamento della mobilità riguarda solo coloro che hanno maturato i requisiti entro il dicembre 2011 ( 677 mobilitati), non sono autorizzati i soldi per coloro che matureranno i requisito del 2012 in poi.  Dovranno perciò essere emessi i decreti per il 2012 e gli anni successivi e i messaggi Inps attuativi.
Occorrerà perciò vigilare affinché venga data immediata attuazione, cioè venga pagata la mobilità, da parte dell'Inps.
Per gli esodati, così come per i precoci, il decreto mille-proroghe ha inserito alcune modifiche alla legge che però sono insufficienti per risolvere il problema in quanto si consente il pensionamento con le vecchie regole solo per i prossimi 24 mesi, di cui 12 sono la finestra, perciò si è risolto il problema di un solo anno.
Ovviamente, come ho spiegato anche nella introduzione allegata, con le nostre iniziative abbiamo raggiunto alcuni importanti risultati, ma molti problemi vanno ancora risolti.
Voglio ricordare che il comitato mobilitati cornuti & mazziati, nato con l'assemblea del 18 ottobre a Milano si è sposto l'obiettivo di lottare affinché tutti i lavoratori mobilitati, esodati, e che sono stati espulsi a vario titolo dalle fabbriche possano accedere alla pensione con le regola previste prima della riforma Monti.
E' un obiettivo ambizioso: per questo continueremo nelle nostre iniziative.
Cosa abbiamo deciso nelle assemblee di Roma e Milano.
•    Innanzitutto riteniamo necessario lavorare per coordinare i vari comitati presenti con lo scopo di creare un fronte più ampio che ci permetta di incidere maggiormente.
•    Si è deciso, dopo avere nelle settimane scorse scritto varie lettere al Ministro Fornero con allegate migliaia di firme, arrivare ad un incontro per chiarire i molti dubbi contenuti nel decreto attuativo.
•    In occasione della votazione in Senato del decreto Mille-proroghe (già passato alla Camera) si farà a Roma una manifestazione per sollecitare ulteriori cambiamenti che vadano nella direzione di consentire l'accesso al pensionamento con le vecchie regole ad un maggior numero di lavoratori mobilitati, esodati, precoci, licenziati, ecc.
•    Si è deciso di monitorare se avverrà in tempi rapidi il prolungamento della indennità di mobilità da parte dell'Inps. In questo senso, se ci saranno ritardi, abbiamo già messo in cantiere una manifestazione a Milano davanti alla sede centrale dell'Inps per fine febbraio
Ricordo a tutti il sito internet del comitato dove si possono trovare tutte le notizie

www.mobilitaticm.magix.net/website
e il sito cub  www.cubstoria.it

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PRENDI la RELAZIONE PRESENTATA ALLA ASSEMBLEA DI MILANO .zip

RELAZIONE INTRODUTTIVA

Assemblea  dei lavoratori in mobilità
Milano mercoledì 1 febbraio  Liceo Carducci via Beroldo 9
Roma martedì 31 gennaio 2012 sede Cub via Ponzio Cominio 56


L’assemblea di oggi ha lo scopo di fare il punto della situazione relativa ai lavoratori mobilitati, esodati e tutti coloro che sono stati espulsi dalle fabbriche, in relazione alle leggi che a partire dalla 122/201 fino al decreto Monti, si sono visti azzerare i diritti acquisiti in merito alla possibilità di accedere alla pensione.
La stessa assemblea è stata fatta a Roma martedì 31 gennaio assieme ai lavoratori esodati.
Faremo anche il punto delle iniziative fatte e insieme decideremo le iniziative future.
Nonostante le difficoltà, il disinteresse generale, con la costituzione del Comitato mobilitati cornuti e mazziati, deciso dalla prima assemblea del 18 ottobre a Milano, molte iniziative sono state fatte che hanno avuto il merito di smuovere la situazione, anche se molto rimane ancora da fare.

Una breve sintesi della situazione:
Con la legge 122 del 30 luglio 2010 viene istituita la finestra di 13 mesi per tutti i lavoratori prima di accedere alla pensione. Per i lavoratori in mobilità lunga e corta si stabilisce che le norme della legge Dini (57 anni e 35 di contributi e finestra di 3 mesi) valgono solo per 10.000 lavoratori su circa 65.000.
Con la circolare  N 90 del 24 giugno 2011 l’Inps annuncia che verrà fatta una graduatoria dei 10.000 lavoratori in mobilità “fortunati” che potranno accedere alla pensione con la legge Dini e annuncia che la indennità di mobilità verrà pagata per il periodo della finestra di un anno, previo decreto del Ministero del Lavoro.
Con il messaggio n 016355 del 12-8-2011 l’Inps autorizza il pagamento della indennità di mobilità, a titolo di acconto. A coloro che rientrano nell’elenco dei 10.000 l’acconto sarà trattenuto sugli arretrati della pensione. Per coloro invece che non rientrano nei 10.000 sarà considerato come anticipo.

Con il messaggio Inps N 20062 del 21-10-2011 vengono esplicitati i criteri per la costruzione della  graduatoria dei 10.000 fortunati che beneficeranno della legge Dini:
a)    lavoratori collocati in mobilità ordinaria, su tutto il territorio nazionale, sulla base di accordi stipulati anteriormente al 30 aprile 2010 che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di fruizione dell'indennità di mobilità
b)    ai lavoratori collocati in mobilità lunga, ai sensi delle leggi n.176/1998, n.81/2003 e n.296/2006, per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 30 aprile 2010;
c)    ai lavoratori che al 31 maggio 2010 ( data di entrata in vigore del Decreto legge 78/2010 risultavano titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore.
 Con il decreto Monti cosiddetto “salva Italia” del dicembre 2011 vengono introdotte alcune deroghe  (il limite era prima individuato al 31 ottobre e poi spostato al 4 dicembre 2011)
a)    ai soggetti che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2011
b)    ai lavoratori collocati in mobilità sulla base di accordi sindacali stipulati anteriormente al 4 dicembre 2011 e che maturano i requisiti per il pensionamento entro il periodo di mobilità.
c)    ai lavoratori collocati in mobilità lunga per effetto di accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011;
d)    ai lavoratori che, alla data del 4 dicembre 2011, sono titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà di settore, nonché ai lavoratori per i quali sia stato previsto da accordi collettivi stipulati entro la medesima data il diritto di accesso ai predetti fondi di solidarietà
e)    ai lavoratori che, antecedentemente alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione;
f)    ai lavoratori che alla data del 4 dicembre 2011 hanno in corso l’istituto dell’esonero dal servizio  
Dapprima il decreto indicava il numero massimo di 50.000 lavoratori , poi di 65.000 compresi i 10.000 fortunati che beneficiano della legge Dini. Poi modificato con la determinazione del limite massimo numerico dei soggetti interessati nel limite delle risorse predeterminate in 240 milioni di euro per l’anno 2013, 630 milioni di euro per l’anno 2014, 1.040 milioni di euro per l’anno 2015, 1.220 milioni di euro per l’anno 2016, 1.030 milioni di euro per l’anno 2017, 610 milioni di euro per l’anno 2018 e 300 milioni di euro per l’anno 2019.
Ma chi sono i 65.000 (dati provenienti da ambienti ministeriali)
i lavoratori esodati                                                               forse   10.000     
i lavoratori posti in mobilità prima del 4 dicembre 2011.           forse   16.000     
i lavoratori che hanno i requisiti e versano contributi INPS         forse   10.000   
i lavoratori altri casi + lavoratori "precoci",                               forse   30.000     
Con il decreto 63655 del 5 gennaio 2012 il Governo, a firma del Ministro del Lavoro Elsa Fornero e del Ministro dell'economia Monti, il 5 gennaio 2012 ha emesso il decreto con il quale si autorizza l'Inps al pagamento della indennità di mobilità, per il periodo della finestra, per tutti coloro che non rientrano nella lista dei 10.000 fortunati.
Il decreto stabilisce una cifra complessiva di spesa di 142 milioni di € dal 2011 al 2017 per 16.437 lavoratori ( di cui solo 12.621 con costo) che percepiranno l’indennità di mobilità per il periodo della finestra, di cui 677 per il 2011.
Inoltre viene indicata la composizione della lista dei 10.000 di cui : 275 in mobilità ordinaria, 4.779 in mobilità lunga e 4946 esodati.
Con il messaggio 1648 del 30-1-2012 l’Inps da le disposizioni operative per il prolungamento della indennità di mobilità per i 677 lavoratori previsti dal decreto del 5 gennaio.
I destinatari sono:
•    coloro che sono stati messi in mobilità prima del 30 ottobre 2008
•    coloro che hanno maturato i requisiti all’interno del periodo della mobilità
•    coloro che avrebbero maturato la pensione con le regole vigenti prima dell’entrata in vigore della legge 122/2010 entro il 31-12-2011.
Il prolungamento è ammesso fino al 30-6-2012.
Con l’approvazione il 27 gennaio  del decreto milleproroghe da parte della Camera dei deputati (dovrà passare ancora al Senato) si da una risposta parziale ai lavoratori esodati
Se il licenziamento si è verificato prima del 31 dicembre 2011 viene riconosciuto l’accesso alla pensione in base al vecchio regime. Il lavoratore tuttavia deve aver maturato i requisiti previsti con il sistema pensionistico previgente avendo comportato l’erogazione del trattamento pensionistico entro 24 mesi dall’entrata in vigore del nuovo regime pensionistico
Le iniziative fatte fino ad ora:
•    Il 5 luglio abbiamo scritto a Fiat per chiedere il pagamento dell’incentivo anche per il periodo della finestra di un anno. Fiat tra il 2007 e il 2008 ha messo 2000 lavoratori sui 6000 previsti dal governo in mobilità lunga. La cosa è analoga per le altre aziende che hanno erogato l’incentivo per convincere i lavoratori ad accettare la mobilità.
•    Il 2 agosto abbiamo scritto al Ministro Sacconi per chiedere di ritirare la norma dei 10.000 e consentire a tutti i lavoratori in mobilità di andare in pensione o comunque di emettere il decreto per consentire all’Inps di pagare la mobilità
•    Il 17 agosto otteniamo un primo parziale risultato in quanto il ministero del lavoro autorizza l’inps a pagare la mobilità solo per i mesi di luglio e agosto.
•    Il 3 ottobre scriviamo a tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato per sollecitarli ad un intervento
•    1l 18 ottobre viene convocata la prima assemblea dei mobilitati a Milano. Si decide di costituire il comitato “mobilitati cornuti e mazziati” e di costituire il sito internet.
•    Il 9 novembre abbiamo fatto due presidi in contemporanea a Milano davanti alla Prefettura e a Roma davanti al Ministero del Lavoro
•    Il 21 novembre viene lanciato un appello, firmato da migliaia di mobilitati, rivolto al Ministro Fornero nella quale chiediamo di escludere i lavoratori che  sono stati posti in mobilità ordinaria e lunga, disoccupati, da future riforme pensionistiche che modifichino i termini del loro accesso alla pensione.
•    Il 30 novembre scriviamo al ministro Fornero una lettera nella quale annunciamo la raccolta di firme.
•    Il 28 dicembre facciamo una denuncia al Governo  per omissioni atti di ufficio.  Si ricorderà che il decreto, predisposto dal Ministro Fornero a fine Novembre verrà controfirmato ed dal presidente del consiglio e ministro delle Finanze ed emesso solo il 5 gennaio 2012.
La nostra azione ha prodotto alcuni importanti risultati.
Tutto risolto allora. NO molte cose sono ancora da chiarire , vediamo:
I problemi aperti dal decreto del 5 gennaio
•    Come si legge nella tabella allegata al decreto i lavoratori che percepiranno il prolungamento della indennità di mobilità sono solo 12.621 di cui 677 per il 2011 (si intende coloro che hanno maturato il diritto nel 2011 a cui è stata aggiunta la finestra di un anno)
•    Si tratta perciò di numeri molto distanti da quelli che lo stesso governo aveva indicato nel decreto Monti. Nel decreto Monti sulle pensioni si era indicato prima un numero di 50.000 poi di 65.000 ( comprensivo dei 10.000 fortunati) e poi di cifre.  Non si capisce, dato che i numeri li ha sempre dati il governo perché esiste questa differenza.
•    IL decreto fa riferimento alla finestra di un anno prevista dalla legge 122. Dato però che nel 2011 il governo ha aggiunto altri 3 mesi (1 mese nel 2012, 2 mesi nel 2013 e 3 mesi nel 204) non si capisce, in quanto non è indicato, se questi mesi aggiuntivi sono coperti dal prolungamento della mobilità.
•    Il decreto stabilisce una cifra complessiva di 142 milioni di € dal 2011 al 2017, però l'unica cifra stanziata è quella di 4.724.951 € relativa al 2011. Non si capisce perché non si sono stanziati subito tutti i soldi. Questo significa che ogni anno saremo in presenza della solita melina per avere i soldi, con il rischio che non ci siano o siano stanziati in misura ridotta.
•    Vengono esplicitati i numeri annuali che compongono la lista dei 10.000. Come si legge dopo il 2013 si tratta solo di lavoratori in mobilità lunga ma i criteri della composizione non sono stati chiariti.
•    Per il momento nessuno degli interessati al prolungamento della indennità di mobilità ha ricevuto comunicazione dall’Inps in quanto le disposizioni sono uscite il 30 gennaio.
Gli esodati:
 Il decreto milleproroghe salva in parte i lavoratori interessati. Ai 24 mesi previsti dalla deroga va comunque detratta la finestra di 13 mesi pertanto, rispetto al decreto Moti l’allungamento è solo di un anno. È poco.
La casistica dei mobilitati
1.    Coloro che rientrano nei 10.000 e sono stati messi in mobilità lunga o corta prima del 30 aprile 2010 vanno in pensione con la legge Dini, cioè con le finestre di 3 mesi. A coloro che maturano i requisiti a luglio, ottobre 2011 e gennaio 2012 stanno arrivando le lettere che confermano l’accesso alla pensione. Nella stessa lettera si annuncia che verranno detratti i soldi della indennità di mobilità anticipata per i mesi di luglio e agosto 2011.
2.    Coloro che sono in mobilità, esclusi dai 10.000, e che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2011 vanno in pensione con la finestra di un anno e non sono interessati dal decreto Monti.
3.    Coloro che sono stati messi in mobilità prima del 4 dicembre 2011 o anche dopo tale data ma con accordi fatti prima del 4 dicembre 2011, vanno in pensione con le vecchie regole. Attenzione però che per questi lavoratori ai 13 mesi di finestra si aggiunge altri 3 mesi fino al 2015 e 3 mesi relativi alla speranza di vita.
4.    Coloro che andranno in mobilità dal 1 gennaio 2012 o con accordi fatti dopo il 4 dicembre 2011 rientrano in pieno nel decreto Monti.
La situazione rimane perciò alquanto critica perché in base ai decreti esistenti i lavoratori in mobilità rischiano di trovarsi senza indennità per mesi, sia per la disparità dei numeri previsti dal decreto Monti e dal decreto del 5 gennaio, sia per la disponibilità finanziaria limitata e per giunta decisa anno per anno.
Le implicazioni legali
Sono state fatte molte domande in ordine alla presunta anticostituzionalità della legge 122/2010 e delle successive in quanto vanno a modificare accordi e pattuizioni passate.
Ci sono domande di eventuali richieste di danni morali o materiali in riferimento al posticipo della pensione per effetto delle finestre.
Su questi e su altri aspetti il collegio legale della Cub da mesi sta studiando le possibili implicazioni.
La vicenda è complicata dal fatto che i Governi non hanno modificato i requisiti dell’accesso alla pensione prima del 4 dicembre 2011, ma hanno semplicemente aggiunto delle finestre di uscita.
Sul piano generale
La mobilità, entrata in vigore con la legge 223 del 1991 e usata negli anni sia per tutelare i lavoratori di aziende chiuse o fallite, sia per riduzioni di personali, sia come prepensionamenti dalle grandi aziende ( vedi Fiat, Telecom, Italtel, ecc) sembra aver esaurito la sua funzione storica.
Con le nuove leggi non esistono più certezze e comunque per almeno uno o due anni, a seguito  dell’innalzamento dell’età pensionabile non produrrà effetti.
Tutto questo ci fa dire che la nostra battaglia non è terminata, anzi deve continuare.
Deve essere chiaro che il nostro obiettivo è quello che tutti i lavoratori in mobilità, corta e lunga ed esodati devono poter andare in pensione sulla base degli accordi pattuiti e comunque devono avere la copertura salariale fino al momento della pensione.
Per questo nelle assemblea di Milano e Roma devono essere assunte altre iniziative

COMITATO MOBILITATI CORNUTI E MAZZIATI
CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE 
      

Sito internet del Comitato mobilitati cornuti e mazziati  www.mobilitaticm.magix.net/website
Scrivi a cub.legnano@gmail.com    tel. 0331-1555336


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